Germersheim -Parte 1

Ormai mi sembra abbastanza chiaro che Innsbruck la lasciamo alla prossima volta (o forse quella dopo ancora). Abbastanza chiaro mi sembra inoltre il fatto che sui treni ci passo la maggior parte del mio tempo, forse per comodita´´, forse per abitudine.

Di base, rimane il fatto che il treno è il mio mezzo di trasporto preferito. Probabilmente perche´´ mentre sono in viaggio posso leggere, guardare un film, lavorare… senza dover preoccuparmi del traffico.

Uno dei viaggi della speranza che mi ricordo con piu´ piacere, e´ stato sicuramente quello verso Germersheim.

Vedete, le circostanze sono sempre le stesse. Prendo treni per lavoro, studio, famiglia, mentre per le vacanze preferisco i “road trip” ( se poi esiste anche la possibilita´ di prendere la statale, invece dell’ autostrada, allora vado a nozze) e anche quella di Germersheim, era una un’ avventura del tutto accademica.

Avventura, perche´ arrivarci e´´ stata un’ Odissea. Avevo lavorato fino al giorno prima, la sera un veloce saluto agli amici e la mattina sveglia alle 5:00. Dovete capire, che non esiste un vero e proprio collegamento diretto da Innsbruck a Germersheim e quindi…

Quindi si sono susseguiti 3 cambi e 8 ore di viaggio. Capiamoci potrebbe andare molto peggio.

Finalmente, dopo aver percorso per filo e per segno la “Via della Seta” teutonica, arrivo a Germersheim.

Il Reno

Eccoci arrivati a Germersheim. Distrutta, con due valigie a carico – senza dimenticare zaino e borsa, perche´ ci piace viaggiare leggeri, mentre trascino le membra stanche e sfiancato verso lo studentato. E una volta arrivata, mi sono trovata davanti a una stanca al terzo piano, senza ascensore: una grandissima fortuna visto e considerato che lo studentato aveva almeno otto piani.

Giustamente vi starete chiedendo cosa ci facevo nel bel mezzo della Renania-Palatinato. Mi sembra logico. Come detto precedentemente, ero andata a Germersheim per questioni di studio. Da qualche anno, appena posso, mi ritaglio qualche settimana e la dedico allo formazione extracurricolare. L’ anno scorso e´ stata la volta di Germersheim.

Avevo letto dell’ Universita´ di Mainz- fate presente che la sede di Germersheim e´ la sede distaccata- su alcuni siti e pagine di settore. Quindi ho deciso di cogliere la palla al balzo. Un po’ per reinventarmi, ma soprattutto per supplire ad alcune mancanze e colmare le lacune.

La mia esperienza a Germersheim e´´ stata topica. Ho incontrato colleghi straordinari, le esperienze vissute probabilmente non hanno avuto eguali, ho portato a casa un bagaglio culturare decisamente piu´´ ricco e lo scambio continuo di esperienze e punti vista è stato unico.

Quindi questo articolo l’avevo pensato come un riassunto dell’ intera vicenda, ma piu´´ scrivo ( per la cronaca sono bloccata alla stazione di Kufstein mentre ad Innsbruck imperversa il Coronavirus), piu´´ mi rendo conto che pochi paragrafi non serviranno a spiegare per filo e per le segno le mie esperienze.

La chiudiamo qui. Con me che arrivo spaesata e spensierata (al contempo) alla stazione di Germersheim e mi chiedo “Non avrai fatto una cavolata?”

Benvenuti in Renania Palatino e bis bald,

Fabi

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